Pensione di reversibilità e risarcimento per esposizione a polveri di amianto

La pensione di reversibilità non va dedotta dal risarcimento per esposizione a polveri di amianto

La pensione di reversibilità è una forma di tutela previdenziale che ha fondamento solidaristico in conseguenza
della morte del congiunto.

La pensione di reversibilità spettante al coniuge superstite non va dedotta dal risarcimento del danno patito dal familiare di persona deceduta per esposizione a polveri di amianto.

Il trattamento, infatti, è una forma di tutela previdenziale che ha fondamento solidaristico in conseguenza della morte del congiunto e non ha la finalità di rimuovere le conseguenze che si sono prodotte nel patrimonio del danneggiato.

Lo ha ricordato la terza sezione civile della Cassazione nella sentenza 1555/19 del 22 gennaio che ha accolto il ricorso della vedova di un lavoratore portuale che aveva contratto una grave malattia in seguito alla costante esposizione a polvere di amianto.

Il tribunale aveva accolto la domanda della vedova riconoscendole una somma a titolo di risarcimento dalla quale però era stato detratto il trattamento di reversibilità.

Di qui il ricorso in Cassazione da parte della donna secondo la quale il trattamento di reversibilità non è un lucro con la conseguenza che il superstite ha diritto a percepire integralmente la pensione di reversibilità.

La Suprema corte, nell’accogliere la domanda, ha ricordato che le Sezioni unite, con la sentenza n.12564/18, hanno statuito che dal risarcimento del danno patrimoniale patito dal familiare di persona deceduta per colpa altrui non deve essere detratto il valore capitale della pensione di reversibilità accordata dall’Inps al familiare superstite in conseguenza della morte del congiunto, trattandosi di una forma di tutela previdenziale connessa ad un peculiare fondamento solidaristico e non geneticamente connotata dalla finalità di rimuovere le conseguenze prodottesi nel patrimonio del danneggiato per effetto dell’illecito del terzo.

Ebbene, ha proseguito il collegio, questo principio deve essere ora confermato e la decisione deve essere cassata con rinvio alla Corte d’appello perché esamini la domanda della vedova alla luce del principio delle Sezioni unite.

Civile Sent. Sez. 3 Num. 1555 Anno 2019

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