TFR, il fondo di garanzia non opera in caso di fallimento dell’azienda cedente

TFR, IL FONDO DI GARANZIA NON OPERA IN CASO DI FALLIMENTO DELL’AZIENDA CEDENTE

Con la sentenza 23775/18, la Corte di Cassazione-Sezione Lavoro stabilisce un importante principio sull’obbligo di intervento del Fondo di Garanzia di cui alla L. alla L. n. 297 del 1982, in presenza di una cessione di ramo d’azienda, con successivo fallimento della società cedente.

Il caso prende spunto dall’avvenuta cessione di ramo d’azienda da parte di ***snc a ***srl, a seguito della quale la ***snc era stata dichiarata fallita.

I lavoratori di *** snc avevano depositato domanda di ammissione al passivo richiedendo il pagamento del TFR maturato nel periodo in cui erano dipendenti della predetta società, nonché le ultime tre mensilità ancora dovute.

Le istanze erano state accolte e i crediti dei lavoratori erano stati ammessi al passivo.

L’INPS negava il pagamento dei predetti crediti sostenendo che, a seguito della cessione, vi era stata una continuazione dei rapporti di lavoro con la società cessionaria, unico soggetto obbligato a corrispondere le prestazioni richieste.

Gli ermellini riconoscono le ragioni dell’INPS rilevando che il diritto del lavoratore a richiedere il TFR sorge con la cessazione del rapporto di lavoro.

Nell’ipotesi di cessione di ramo d’azienda, il lavoratore non può richiedere il TFR, in quanto il contratto di lavoro non è risolto, ma prosegue con l’azienda cessionaria.

Inoltre, il Fondo di Garanzia interviene solo nell’ipotesi in cui sia stato dichiarato insolvente ed ammesso alle procedure concorsuali il datore di lavoro che è tale al momento in cui la domanda di insinuazione al passivo viene proposta e, soprattutto, quando il rapporto di lavoro è cessato e il TFR diventa esigibile.

Cassazione Civile sez. Lavoro Sent. 01/10/2018, n. 23775

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