Presidente e Cda responsabili in solido per il dissesto societario per mancata richiesta di fallimento devono risarcire l’impresa e rispondono penalmente per bancarotta semplice.

Presidente e Cda responsabili in solido per il dissesto societario per mancata richiesta di fallimento devono risarcire l’impresa e rispondono penalmente per bancarotta semplice.

Il presidente e il Cda sono responsabili in solido per il dissesto societario determinato dalla mancata richiesta di fallimento. Rischiano, inoltre, una condanna per bancarotta semplice.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza penale n. 8544 del 27 febbraio 2019, ha confermato la condanna a carico di due manager.

L’inchiesta si è svolta nell’ambito di un’indagine per bancarotta semplice. I membri del consiglio sono stati condannati ormai in via irrevocabile per bancarotta semplice.

Sul fronte civile la quinta sezione penale ha precisato che, in relazione all’articolo 2392 c.c. rubricato, appunto, responsabilità degli amministratori,  la norma, dopo aver sancito al primo comma la necessità per gli amministratori dell’adempimento dei doveri imposti dalla legge o dallo statuto, con la diligenza connaturata all’incarico ne sottolinea – comma secondo – la responsabilità solidale nel caso in cui, essendo a conoscenza di fatti pregiudizievoli non abbiano fatto quanto in loro potere per impedirne il compimento o eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose.

Infatti, la disposizione codicistica è stata ritenuta fondativa, in capo agli amministratori di società, dell’obbligo di garanzia di impedire gli atti pregiudizievoli per la società stessa e per i creditori, essendosi precisato che il mancato adempimento ai predetti doveri comporti, in ambito penalistico, la responsabilità per omissione, in concorso nei delitti fallimentari commessi da altri amministratori, ex art 40 cp, consistita nella mancata vigilanza e nella mancata attivazione per impedire l’adozione di atti di gestione pregiudizievoli.

Le norme e la giurisprudenza sono inoltre concordi nel ribadire la responsabilità solidale e collegiale degli organi amministrativi. In quest’ottica l’inerzia del singolo amministratore, anche se da sola insufficiente a impedire l’evento pregiudizievole, nell’unirsi all’identico atteggiamento omissivo – sia esso colposo o doloso – degli altri componenti dell’organo amministrativo, acquista efficacia causale rispetto al dissesto o all’aggravamento del dissesto, in quanto, l’idoneità dell’opposizione del singolo a impedire l’evento deve essere considerata non isolatamente, ma nella sua attitudine a rompere il silenzio e a sollecitare, con il richiamo agli obblighi imposti dalla legge ed ai principi di corretta amministrazione, un analogo atteggiamento da parte degli altri amministratori.

   Avv. Grazia Quarta

Cassazione sez. V penale n. 8544/2019 del 27/02/2019

Lascia un commento